1 Gennaio 2024

Le mosche volanti

L’occhio è quel meraviglioso organo di senso che ci permette di vedere, la sua struttura ricorda da vicino quella di una macchina fotografica, o meglio noi abbiamo costruito la macchina fotografica “copiando” quello che la natura aveva già inventato.
Quando fissiamo un oggetto, la luce che da esso proviene entra nei nostri occhi, attraversa una serie di lenti e strutture e va ad “impressionare” la retina. La retina eccitata dalla luce che la colpisce trasmette informazioni al “regista”, il cervello. Il cervello studia e sfrutta le informazioni visive avvalendosi di esse per percepire l’ambiente circostante e decidere il comportamento e le reazioni dell’intero organismo.

Tra le varie strutture anatomiche dell’occhio che la luce deve attraversare per raggiungere la retina vi è il corpo vitreo. Il vitreo è una sostanza limpida di consistenza gelatinosa che, riempiendo lo spazio compreso fra il cristallino e la retina, mantiene la forma sferica del bulbo oculare. La sua trasparenza è importante per una visione nitida a tutte le distanze.
Una torbidità del vitreo come conseguenza di processi infiammatori o emorragici può compromettere, anche seriamente, la capacità visiva. 

A causa di invecchiamento, stress luminoso, malattie metaboliche, interventi chirurgici sull’occhio, dieta squilibrata e disidratazione il vitreo può perdere la propria trasparenza oltre che la propria consistenza, distaccarsi e fluttuare; i soggetti miopi sono maggiormente esposti al fenomeno. I sintomi del distacco del vitreo sono la comparsa di corpi mobili spesso associati a lampi di luce. In questi casi è imperativo un esame presso il medico oculista mirato alla ricerca di eventuali rotture retiniche che, in certi casi, possono condurre al distacco di retina. Nei casi non gravi la degenerazione del vitreo conduce alla formazione di corpi mobili che fluttuando generano le miodesopsie (anche dette mosche volanti). La percezione delle miodesopsie non è sempre presente e si può manifestare nelle condizioni di luce più intensa o quando lo sfondo è estremamente uniforme come durante l’osservazione del cielo limpido o di un ambiente completamente innevato. 

La degenerazione del corpo vitreo inizia già dall’età di 20-30 anni anche se in genere diviene sintomatica dopo i 50 anni. Con il passare degli anni la degenerazione può tendere a progredire per cui è consigliabile proteggersi dagli Ultravioletti, bere sempre tanta acqua, seguire una sana alimentazione oltre all’eventuale assunzione di integratori alimentari specifici che contengano sostanze che proteggono le strutture vitreali dai danni enzimatici e foto-ossidativi.

Articolo scritto dal Dott. Bruno Garuffo

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