20 Giugno 2023

I movimenti oculari

Un aspetto che spesso non è considerato quanto meriterebbe circa le abilità visive è rappresentato dalla motricità oculare. Ognuno di noi è consapevole di come muove le parti del proprio corpo in funzione delle attività che intende svolgere ma spesso non ci accorgiamo di quanto e come muoviamo gli occhi. L’abilità con cui sappiamo muovere gli occhi ci caratterizza molto più di quanto potremmo immaginare, la vera differenza tra un buon atleta ed un campione è principalmente rappresentata dalla capacità di percepire ed interagire con l’ambiente circostante.

Senza pretendere di essere un fuoriclasse, ognuno di noi è chiamato quotidianamente a svolgere funzioni nelle quali la buona capacità oculomotoria è fortemente coinvolta. Ogni volta che leggiamo un testo, guidiamo la macchina o passeggiamo nel parco, le funzioni oculomotorie guidano e controllano le nostre azioni. Il neonato non sa muovere efficacemente gli occhi, così come non sa fare praticamente nulla di quello che saprà fare da adulto, tutto è appreso durante infinite esperienze che ci portano ad essere quello che saremo. Alcuni individui per numerosi motivi possono aver incontrato impedimenti durante il loro percorso di sviluppo con possibili ripercussioni sulle capacità che avranno da adulti. In un mondo dove la tecnologia la fa sempre più da padrone, quasi per assurdo, siamo portati a praticare sempre meno quelle attività che favoriscono il normale sviluppo di ogni individuo.

Il bambino impara giocando, così le numerose attività ludiche con cui i nostri padri imparavano a muoversi inseguendo una palla, arrampicandosi su un albero, ritagliando le figurine (chissà quante attività ognuno di noi potrebbe elencare), oggi sono sempre più sostituite da dispositivi elettronici dove tutto è predefinito e dove la richiesta motoria è pressoché nulla. Grazie all’evoluzione tecnologica a cui stiamo assistendo le nuove generazioni sono esposte al rischio di sviluppare abilità motorie poco adeguate ad affrontare i compiti che verranno proposti dalla scuola e successivamente, dal mondo del lavoro.

Senza voler utilizzare questi concetti per dare una spiegazione al crescente fenomeno delle difficoltà specifiche di apprendimento, che richiedono anche altre spiegazioni, appare evidente che un soggetto poco abile nei movimenti oculari, sarà poco abile anche nell’affrontare le richieste rappresentate dall’apprendimento scolastico.

Per rispondere alle necessità di una fetta sempre più grande di popolazione, una nuova offerta professionale costituita dal visualfitness. Una serie di procedure storicamente sviluppate per il training visivo sono calate in un approccio indirizzato al benessere visivo. Coloro che passano molto tempo utilizzando dispositivi digitali possono trovare una palestra nella quale costruire abilità visive con l’obiettivo di divertirsi migliorando le capacità di base necessarie ad affrontare con successo gli impegni che la vita presenta in ogni singolo impegno. Imparare ad avere un uso consapevole dei nostri occhi può contribuire a migliorare le funzioni cognitive.

Articolo scritto dal Dott. Bruno Garuffo

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